25 febbraio 1983: il Consiglio Comunale di Cassano adotta il I Piano Pluriennale di Attuazione (PPA).
9 giugno 1983: la Commissione Edilizia del Comune di Cassano esprime parere favorevole sul progetto di lottizzazione della zona Ca “Turistico Residenziale”.
31 ottobre 1984: il Consiglio Comunale di Cassano, raccolti i pareri di rito, approva in via definitiva il I Piano Pluriennale di Attuazione.
11 dicembre 1987: il Consiglio Comunale di Cassano approva il II Piano Pluriennale di Attuazione.
8 aprile 1993: il Consiglio Comunale di Cassano approva il III Piano Pluriennale di Attuazione.
16 giugno 1993: viene stipulata la convenzione tra Comune e Vincenzo Varvara per la lottizzazione dell'area su via Mercadante.
19 ottobre 1993 : il Consiglio Comunale di Cassano adotta invia definitiva il III Piano Pluriennale di Attuazione.
18 febbraio 1994: la Commissione Edilizia del Comune esprime parere favorevole su una Variante al Piano di lottizzazione presentato da Varvara.
30 maggio 1994: anche il Consiglio Comunale di Cassano approva tale Variante proposta da Varvara.
10 agosto 1994: nuova convenzione tra Comune e Vincenzo Varvara che consente all' impresa di Varvara di realizzare il residence“Garden Village”.
27 dicembre 1994: viene rilasciata dal Comune di Cassano la Concessione Edilizia all'edificazione sul lotto n.3.
6 febbraio 1997: il sostituto procuratore Roberto Rossi, della Procura della Repubblica presso la Pretura Circondariale di Bari emette il Decreto di Sequestro Preventivo sull'area lottizzata in contrada “Lagogemolo” denominata “GARDEN VILLAGE”. Risultano costruiti 17 manufatti.
13 febbraio 1997: il GIP presso la Pretura convalida il sequestro.
11 marzo 1997: Il Tribunale del Riesame, cui ha fatto ricorso Varvara, conferma il sequestro da parte della Procura.
1 giugno 1998: la Pretura Circondariale di Bari – sez. staccata di Acquaviva delle Fonti, condanna il costruttore Vincenzo Varvara a nove mesi di carcere (pensa sospesa) e 30 milioni di multa per abusivismo edilizio e deturpazione di bellezze naturali. Dispone, inoltre, la confisca dei terreni e delle opere abusive e ne ordina la demolizione nonché la rimissione in ripristino a spese del Varvara. Il Giudice è la dott.sa M.T. Romita. Varvara fa ricorso alla Corte di Appello di Bari.
22 gennaio 2001: la Corte di Appello riforma in parte la sentenza e assolve Varvara perché “il fatto non sussiste” e gli restituisce ogni bene. La Procura Generale di Bari propone ricorso in Cassazione.
17 maggio 2002: La Corte Suprema di Cassazione annulla la sentenza della Corte di Appello di Bari e rinvia ad altra sezione. In quell'occasione la Corte rigetta anche la richiesta di risarcimento del danno da parte civile, il Ministero dell'Ambiente.
23 marzo 2006: la Corte di Appello di Bari – III Sezione penale - dispone la confisca ed acquisizione al patrimonio del Comune di Cassano della Murge dei terreni abusivamente lottizzati e delle opere abusivamente realizzate". In definitiva, viene riscontrata la natura abusiva del complesso e si stabilisce l' abbattimento delle villette. Per l' imprenditore non c'è nessuna condanna, per la caduta in prescrizione dei reati. Varvara propone ancora un ricorso presso la Corte di Cassazione, nel tentativo di far annullare la sentenza barese e riottenere i beni confiscati.
11 giugno 2008 : La Corte Suprema di Cassazione rigetta il ricorso presentato dal costruttore gravinese.
14 giugno 2008 : Il pm Roberto Rossi comunica al sindaco di Cassano quanto previsto dalla sentenza della Cassazione con tutto ciò che essa comporta.
16 settembre 2008: la Pro Loco cassanese lancia l'idea di una conferenza cittadina sulla futura destinazione del “Garden Village”, invitando forze politiche cittadine, amministrazione e stampa locale. La conferenza si terrà il 2 ottobre 2008.
26 settembre 2008 : Il Consiglio Comunale di Cassano, a maggioranza ovvero con l'astensione del Gruppo Misto (di cui fanno parte le consigliere Mimma Busto, Titti Lanzolla e Nunzia Bernardini) e dopo che il Gruppo del PdL aveva abbandonato l'aula per protesta, approva la proposta del sindaco di non abbattere l'immobile ma sfruttare una possibilità offerta dalla legge e recuperare ad uno civico l'intera lottizzazione, proponendo azioni di recupero sociale a beneficio della cittadinanza. |